Siccome su Renzi non si può

Siccome su Renzi non si può

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In un mondo normale, con una maggioranza di governo così forte che è riuscita ad abolire il Senato e a tagliare metà dei posti di parlamentari con i voti dei medesimi – “la più grande riforma di sempre” come ci ricordano ogni due minuti – si dovrebbe avere contezza che se una legge non passa, o passa mutilata, è responsabilità di chi tiene in mano quella maggioranza. Non dei vescovi, non del Family Day, non di Adinolfi, non delle femministe, non dei firmatari di emendamenti strani, non delle Sentinelle in piedi, non della Rete, della Miriano, di Maroni e di quelli che usano il Pirellone come una lavagna: della maggioranza e di chi la guida. E però, siccome attaccare Renzi non si può, ci si scanna ai piani bassi del condominio facendo finta che a decidere siano soggetti che non contano quasi niente, e che in altri casi, quando c’era un concreto interesse delle istanze superiori (vedi l’articolo 18 e la vicenda del consiglio comunale di Roma) sono stati spazzati via come briciole dal tavolo

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